fbpx

CALCOLI DI STRUVITE NEL CANE

Istituto Fauno - Struvite cane

CONSIGLI E RIMEDI UTILI PER AIUTARE IL NOSTRO AMICO IN DIFFICOLTÀ

Se fino a qualche tempo eravamo abituati a pensare che il gatto fosse particolarmente predisposto a disturbi dell’apparato urinario, dalle cistiti ricorrenti a varie forme di calcolosi, oggi è in aumento il numero dei cani che presentano calcoli, quasi sempre di struvite. Queste formazioni sono di natura infettiva, come conseguenza di una cistite, che altera l’equilibrio chimico delle urine. Il meccanismo alla base della formazione di calcoli di struvite è la capacità dei batteri di produrre sostanze in grado di alterare il pH urinario, rendendolo alcalino. Le formazioni sono spesso di dimensioni notevoli e, se non si riesce a farli sciogliere con i rimedi giusti e la dieta adeguata, sarà necessario intervenire chirurgicamente.

Sappiamo che ci sono cani maggiormente predisposti a formare calcoli di struvite: sicuramente le razze di piccola taglia e le femmine sterilizzate. In generale, quando l’animale è soggetto a infezioni urinarie ricorrenti e nelle urine sono presenti globuli bianchi, proteine e chetoni, ci sono buone possibilità che possa essere soggetto a questo problema.

Si stima che circa il 50% dei calcoli nel gatto siano di struvite (gli altri sono in genere da ossalato di calcio oppure acido urico) ed ormai il 30% nei cani. Occorre una diagnosi precisa perché alcune volte le formazioni sono miste e costituite da sostanze differenti.

Lo stress, problemi all’apparato escretore, infiammazioni croniche organiche e cistiti frequenti possono esporre ad un maggiore rischio di formazione dei calcoli.

Quali strumenti abbiamo a disposizione per sostenere l’animale in aggiunta alle terapie mediche?

Gli aspetti fondamentali su cui ci soffermiamo sono 3:

  • Dieta equilibrata che tenga il pH spontaneamente acidificato.
  • Fitoestratti che potenziano la risposta immunitaria alle infezioni urinarie.
  • Fitoestratti che, in assenza di ostruzioni delle vie urinarie, aumentino la diuresi e ripuliscano l’apparato.

In questo articolo ci concentriamo sui consigli alimentari.

Il principio generale deve essere quello di fornire un’alimentazione naturale e casalinga, con alimenti freschi, possibilmente preparati quotidianamente, in modo da evitare la disidratazione del cibo. Aumentare la quantità d’acqua introdotta attraverso gli alimenti è molto importante per consentire una produzione maggiore di urina che, escreta con frequenza, impedisce di trattenere tossine nell’apparato. Quando parlo di acidificare le urine, parlo di mantenere il pH sotto i limiti della neutralità; in generale la condizione perfetta è quella che lo vede nel range di 5.5 e 6.8. Un pH troppo basso infatti (sotto i 5.5), è comunque nocivo per l’animale, perché rappresenta uno stato di acidosi generale dell’organismo, che predispone a stati infiammatori cronici e spesso a patologie degenerative.

La dieta deve essere costituita prevalentemente di proteine di alta qualità (sia di origine animale che vegetale), limitando l’introduzione di carboidrati (in particolare raffinati), e introducendo ad ogni pasto verdure cotte al vapore e ridotte in purea, come finocchio, zucca, cavoletti di bruxelles, lattuga e cavolo verza. È fondamentale aggiungere una integrazione di acidi grassi essenziali omega 3, vitamina E, vitamina C ed un buon probiotico specie specifico che garantisca lo sviluppo di specie batteriche eubiotiche, distruggendo quelle patogene. Sono da evitare tutti i cibi estrusi, quelli inscatolati e cotti a temperature elevate, i latticini, gli snack a base di pancetta e altri derivati animali in genere addizionati di sostanze poco salutari.