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L’IRIDOLOGIA E GLI ANIMALI

ISTITUTO FAUNO | IRIDOLOGIADavvero gli occhi sono lo specchio dell’anima

Le prime testimonianze riguardanti l’osservazione degli occhi a scopo terapeutico risalgono ad oltre 4000 anni fa quando, sia la cultura egiziana che quella mesopotamica, individuavano segni presenti nelle iridi e li mettevano in collegamento con squilibri fisici ed emotivi influenzati dagli astri e dalla carta natale dell’individuo. Lo stesso Ippocrate sosteneva che osservando gli occhi si poteva sondare lo stato di salute del corpo.

Soltanto in epoca recente, nella metà del 1800, grazie alle intuizioni e agli studi del dottor Ignacz Von Peczely, si sviluppa quella che oggi conosciamo come Iridologia moderna, in seguito all’osservazione dei cambiamenti avvenuti nell’occhio di un gufo ferito in un incidente, a cui ad avvenuta guarigione comparve un segno scuro nell’iride gialla, quindi perfettamente osservabile. Il giovane medico analizzò lo stesso fenomeno nell’occhio di una giovane paziente con esito di frattura. Nacque così l’idea che, esattamente come accade nella riflessologia plantare, l’iride possa essere una rappresentazione topografica di aree del corpo, come una vera e propria mappa riflessa.

L’iridologia è un metodo di analisi dell’iride, ossia dell’aureola pigmentata a ridosso della pupilla che conferisce all’occhio il colore che lo caratterizza, che ha come obiettivo la valutazione di eventuali squilibri fisico-emozionali dell’organismo umano e animale. È una tecnica che consente di osservare possibili predisposizioni ad alterazioni biologiche e funzionali dell’individuo, partendo dalla sua costituzione (e quindi dal bagaglio genetico ereditato) e valutando l’impatto nello stesso, di tutte le variabili esterne (alimentazione, stress, esposizione ad inquinanti). Attraverso questo metodo si possono ottenere molte informazioni riguardanti l’equilibrio psico-neuro-endocrino dell’animale, il carico tossinico che l’organismo sta gestendo e la sua capacità di eliminazione dei residui metabolici potenzialmente tossici.

Inoltre, è possibile valutare la presenza di stati infiammatori, accumuli e stasi linfatiche e circolatorie, squilibri metabolici e degenerazione tissutale fino a manifestazioni di natura tumorale.

Non è così assurdo ragionare su questa capacità dell’iride di conservare informazioni che riguardano l’intero individuo, dato che è costituita da tessuto connettivo contenente circa 28.000 terminazioni nervose, per cui tutte le continue informazioni che il cervello riceve sugli organi possono essere registrate dall’occhio stesso.

Attraverso l’iride è possibile individuare inoltre vecchie ferite, cicatrici, esiti di incidenti e traumi che potrebbero innescare problemi futuri.

Sebbene l’iridologia umana sia estremamente conosciuta e sviluppata, solo a partire dagli anni successivi alla Prima guerra mondiale, grazie al veterinario Stephenson, si iniziò ad utilizzarla nello studio dei cavalli performanti, tanto che molti animali vennero supportati al punto da diventare campioni di fama mondiale.

È importante sottolineare che, grazie alla ricerca svolta negli ultimi decenni in campo veterinario, sono oggi disponibili rappresentazioni grafiche delle iridi dei principali animali, in particolare cane, gatto e cavallo. L’iridologia equina è sicuramente quella più studiata a livello internazionale e che offre molte soddisfazioni anche grazie al fatto che il cavallo è un animale che può essere osservato con una certa precisione senza attendersi comportamenti aggressivi o motivati dalla paura.

La stessa cosa non può dirsi invece per l’osservazione degli occhi del gatto, per altro molto affascinanti per la miriade di sfumature cromatiche!